Per chirurgia mininvasiva si intende l’insieme delle tecniche che permettono l’esecuzione di procedure chirurgiche più o meno complesse senza la necessità di eseguire ampie incisioni dell’addome, con l’ausilio di apparecchiature elettroniche di ultima generazione.

Generalmente gli approcci mininvasivi richiedono per il paziente un’anestesia generale. Ciò consente di gonfiare l’addome mediante anidride carbonica a bassa pressione (10-15 mm Hg) in modo da creare all’interno della cavità addominale lo spazio necessario per eseguire l’intervento chirurgico. Sull’addome vengono praticate piccole incisioni di 0,5-1,5 cm in cui vengono introdotti dei tubicini plastici o metallici (trocar o port) che fungeranno da introduttori per la telecamera e degli strumenti chirurgici. La maggior parte degli interventi richiedono da 3 a 6 trocar.

Per gli interventi che necessitano l’asportazione di un pezzo operatorio di dimensioni considerevoli è a volte necessario eseguire incisioni più ampie che solitamente vengono effettuate al di sopra del pube per essere meno visibili. gli strumenti introdotti variano a seconda che si tratti di chirurgica laparoscopica o robotica. 

In entrambi i casi gli strumenti sono lunghi e di piccole dimensioni in modo da poter essere introdotti attraverso i trocar e raggiungere l’obiettivo anatomico dell’intervento chirurgico.

Vantaggi:

  • Maggiore rapidità di ripresa della motilità intestinale
  • Degenza ospedaliera più breve
  • Minor dolore postoperatorio
  • Migliore risultato cosmetico
  • Ripresa più rapida delle attività lavorative
  • Minori complicanze respiratorie.

PRINCIPALI PROCEDURE DI CHIRURGIA MININVASIVA:

Colecistectomia videolaparoscopica

La colecistectomia laparoscopica è un intervento chirurgico mini-invasivo che permette l’asportazione della cistifellea, o colecisti, a seguito della comparsa di sintomi, come le coliche biliari, dovuti principalmente alla presenza di calcoli all’interno della stessa. Dopo l’intervento di colecistectomia per via laparoscopica, il paziente verrà dimesso il giorno successivo all’intervento chirurgico, mentre l’attività lavorativa potrà essere ripresa dopo 2-4 giorni, periodo variabile a seconda delle condizioni del paziente. Per quanto riguarda l’accesso laparotomico, invece, la dimissione avviene dopo 3-4 giorni. La ripresa dell’alimentazione avviene il giorno successivo all’intervento chirurgico.

Emicolectomia destra videolaparoscopica – Emicolectomia sinistra videolaparoscopica

L’emicolectomia è l’intervento per la rimozione di una parte del colon. Negli ultimi decenni, l’approccio chirurgico laparoscopico ha progressivamente preso il posto di quello convenzionale. Rispetto al tradizionale intervento, che prevedeva un’incisione addominale di dimensioni variabili da caso a caso, questa metodica permette di eseguire lo stesso intervento mediante incisioni di pochi millimetri, effettuate dopo aver ‘gonfiato l’addome’ con gas apposito, in cui vengono inseriti una telecamera e gli strumenti chirurgici necessari per svolgere l’operazione.

A fronte della necessità di un adeguato addestramento da parte del chirurgo, i benefici sui pazienti sono importanti. E’ stato evidenziato un netto beneficio sia nel tempo di degenza sia nelle complicanze postoperatorie, a parità di risultati oncologici. 

La tecnica laparoscopica, ad oggi, è l’approccio preferenziale, ma la decisione finale deve essere sempre presa in accordo con il team degli anestesisti dal momento che alcune patologie cardiologiche ne rappresentano una controindicazione assoluta.

Le principali patologie che affliggono il colon e il retto spesso sono confinate ad un tratto limitato dell’organo (cancro, polipi, diverticoli). Questo consente di non dover asportare tutto il colon, ma di potersi limitare a dei tratti meno estesi conservandone in parte la funzionalità.

Sulla base della sua distribuzione vascolare il colon viene solitamente suddiviso in: cieco, colon ascendente o colon dx, trasverso, colon discendente/sigma o colon sinistro, retto.

Plastica addominale videolaparoscopica con protesi per Laparocele

Il laparocele è un’ernia che si forma al di sopra di una cicatrice dovuta a un intervento chirurgico. Quando si forma, crea una vera e propria cavità che attraversa tutta la parete addominale, senza coinvolgere la pelle. In termini medici, questa cavità prende il nome di porta del laparocele e può avere dimensioni variabili da 1 a 25-30 centimetri.

L’intervento chirurgico, a seconda dei casi, può essere effettuato in Chirurgia tradizionale (laparotomica) oppure in chirurgia laparoscopica.